Vuoi capire le regole specifiche e gli adattamenti tecnici del tiro con l’arco paralimpico? Questa guida spiega il funzionamento delle categorie e l’impatto dell’attrezzatura adattata sulla performance degli arcieri paralimpici. Individua subito le differenze chiave della classificazione per apprezzare la strategia dietro ogni volée.
Evoluzione del tiro con l’arco paralimpico: dalla riabilitazione all’élite mondiale
L’eredità di Stoke Mandeville e l’ingresso ai Giochi del 1960
Tutto nasce con il neurologo Ludwig Guttmann all’ospedale di Stoke Mandeville. Impose questa disciplina come strumento centrale di riabilitazione per i veterani di guerra con gravi lesioni midollari.
Presente ai primi Giochi di Roma nel 1960, lo sport ha segnato subito la storia. È passato da attività terapeutica a competizione internazionale di alto livello, dove oggi conta soprattutto la prestazione.
Per questo resta una delle discipline più antiche e rispettate del movimento paralimpico.
Crescente integrazione degli arcieri paralimpici con i normodotati
Il tiro con l’arco permette una convivenza rara nello sport moderno. Gli atleti paralimpici competono spesso con i normodotati sulla stessa linea di tiro in tornei nazionali importanti.
Gestione dello stress, preparazione mentale e concentrazione sono identiche per tutti. Sul campo, conta soprattutto la capacità di ripetere il gesto perfetto.
Atlete come Zahra Nemati hanno firmato prestazioni storiche a livello mondiale. Come negli sport di neve e ghiaccio, l’altissima richiesta tecnica può portare all’élite dopo anni di lavoro.
Come funziona la classificazione nel tiro con l’arco paralimpico?
Differenza tra W1 e Open
La categoria W1 riguarda atleti con limitazioni motorie importanti, spesso assimilabili a tetraplegia. Il deficit coinvolge quattro arti e tronco, e il tiro avviene quasi sempre da carrozzina.
La classe Open, invece, raggruppa atleti con maggiore funzionalità. Possono tirare in piedi o seduti, in base a equilibrio e forza residua.
In Open, poi, la scelta dell’arco (ricurvo o compound) definisce il sottogruppo di gara.
La posizione di tiro è regolamentata in modo rigoroso per garantire la massima equità.
Criteri di eleggibilità ed evaluazione funzionale
Il responso dei classificatori è decisivo. Analizzano forza muscolare e coordinazione tramite test rigorosi, validando l’eleggibilità ufficiale, indispensabile per competere.
La tutela dell’integrità fisica viene prima di tutto, soprattutto per evitare rischi aggravati da attrezzature non adatte.
Disabilità esclusivamente sensoriali o intellettive sono gestite da circuiti e federazioni differenti.
L’obiettivo è far sì che la gara si giochi sulla padronanza tecnica.
Tre tipologie di attrezzature e ausili tecnici consentiti
Oltre all’atleta, l’attrezzatura incide direttamente sulla precisione ad alto livello.
Arco ricurvo vs arco compound
Il ricurvo richiede tensione muscolare continua fino al rilascio. Il compound usa un sistema di camme che moltiplica la forza, riducendo lo sforzo di mantenimento a piena apertura per una mira più stabile.
Le distanze cambiano in base all’arco. Il ricurvo si tira a 70 m su bersaglio da 122 cm. Il compound a 50 m su bersaglio da 80 cm.
In W1 ci sono restrizioni specifiche per garantire equità. La potenza è limitata a 45 libbre per compensare le difficoltà di trazione.
Ricurvo: 70 m, 122 cm
Compound: 50 m, 80 cm
W1: regole ibride specifiche
Innovazioni per il tiro senza braccia e supporti dedicati
Gli arcieri senza braccia utilizzano tecniche impressionanti: alcuni rilasciano con la bocca o impugnano l’arco con i piedi. È una prova di coordinazione e controllo del corpo.
Il regolamento consente ausili meccanici: sganci adattati e supporti di sostegno stabilizzano la mira.
L’uso di sedute alte è frequente: aiuta a mantenere una postura stabile per chi non può restare in piedi.
Queste soluzioni rendono lo sport accessibile a molti profili.
Formato delle gare e regole di punteggio
Dopo classificazione e attrezzatura, entrano in gioco le regole della linea di tiro.
Distanze ufficiali e fase di qualificazione
La qualificazione è intensa: 72 frecce per definire la classifica iniziale. Qui vince la regolarità.
La dimensione del bersaglio dipende da arco e distanza: 122 cm nel ricurvo Open, 80 cm nel compound.
In indoor a 18 m ci sono meno variabili. In outdoor, il meteo può cambiare tutto.
| Categoria | Distanza | Dimensione del bersaglio | Tipo di arco |
|---|---|---|---|
| Recurve Open | 70 m | 122 cm | Ricurvo |
| Compound Open | 50 m | 80 cm | Compound |
| W1 | 50 m | 80 cm | Compound (max 45 lbs) |
| Disabilità visiva | Non specificato | Non specificato | Non specificato |
Eliminatorie e gare a squadre
Nel ricurvo si usa il sistema a set: vince chi arriva a 6 punti. Nel compound si somma il punteggio totale su 15 frecce.
Le gare a squadre e i mixed team sono molto intense: ogni freccia pesa sul risultato collettivo.
In caso di parità, decide una freccia di spareggio. Vince l’impatto più vicino al centro.
È lì che la pressione è massima nelle fasi finali.
Dalla classificazione alla gestione dell’attrezzatura, il tiro con l’arco paralimpico richiede rigore assoluto. Avvicinati a un club specializzato per sviluppare precisione e tecnica. Ogni volée ti porta verso la concentrazione e gli standard dell’élite mondiale.